Dal Tabor al Calvario guardando oltre

 
 

Il Vangelo della seconda Domenica di Quaresima ci pone davanti all’avvenimento della Trasfigurazione. Sul Tabor, alla presenza di tre testimoni prescelti, Pietro, Giacomo e Giovanni, i medesimi dell’orto del Getsemani, Gesù si trasfigura e anticipa così il mistero della Risurrezione. Gesù appare radioso, il suo volto manifesta lo splendore di Dio. E’ una bella esperienza e Pietro vuole rimanere lì, trova un suo conforto e sperimenta già la gloria. Ma non è ancora il momento. Per sperimentare la gloria bisogna passare attraverso la Croce. Gesù conversa con Mosè e con Elia, la Legge e i Profeti. L’intera Rivelazione veterotestamentaria è davanti a Cristo. Cristo è il senso della Rivelazione e il suo fulcro. Gesù parla del suo esodo pasquale. La sua Passione e Morte sono il suo “esodo” e il vero centro delle Scritture. Dunque il Tabor ci proietta verso il Calvario e ci dice che dopo la Passione ci sarà la Risurrezione, la Trasfigurazione eterna. Dobbiamo imparare a pregare e così trasfiguriamo il nostro essere e diventiamo forti nel portare la nostra croce col Signore. “Davanti alla Croce, trasfigurati dalla preghiera, guardiamo oltre la Croce e così abbiamo la vita”. Amen!

domenica 24 febbraio 2013

Trasfigurati con Gesù nella preghiera

 
 

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