Arte

 

«Dipinse Giotto a’ Frati Umiliati d’Ognissanti di Firenze una cappella e quattro tavole; e fra l’altre, in una la Nostra Donna con molti Angeli intorno e col Figliuolo in braccio, ed un Crocifisso grande in legno…».


Questa la notevole testimonianza del Vasari sulle due opere di Giotto dipinte per Ognissanti: la Maestà (la Madonna in trono col Bimbo sulle ginocchia, ora agli Uffizi) e il Crocifisso, dopo dieci anni di attento ed intelligente restauro, è tornato nella nostra chiesa.


Dipinto in un arco di tempo che va grossomodo dal 1310 al 1320, il Crocifisso fu realizzato dietro commissione degli Umiliati, per fungere, sul tramezzo eretto a modo d’iconostasi e separante l’altare del santo sacrificio dai fedeli, da elemento indicatore del retto orientamento della preghiera e della dimensione cosmica della liturgia.


Con la nuova collocazione, nella Cappella dei Caduti del transetto sinistro, su in alto, si è voluto richiamare la sua antica posizione: lasciata in alto, quasi sospesa tra la terra e il cielo, la Croce ci rammenta il mistero tremendo e glorioso della passione, morte e risurrezione di Cristo. 



Nel 1480 il Botticelli e il Ghirlandaio dipingevano due affreschi à pendant nell'abside, oggi staccati e posti al centro della navata. Il Ghirlandaio dipinse il San Girolamo nello studio a sinistra, mentre il Botticelli ritrasse Sant'Agostino nello studio sulla destra (figura a sin.).

I due affreschi, di soggetto e impostazione simili, descrivevano due dottori della chiesa nei rispettivi studi gremiti di libri e oggetti da intellettuali, quali antesignani degli studiosi umanistici.

Decoravano lo spazio vicino alle porte del coro originale della chiesa, che venne distrutto nel XVII secolo.

In quell'occasione gli affreschi vennero smurati e rimessi lungo la navata: sebbene le figure principali ne uscissero in buone condizioni, andò in larga parte perduta la cornice architettonica dipinta e una parte delle iscrizioni.

Il Ghirlandaio inoltre assoldato dalla famiglia Vespucci, affrescò una Pietà e una Madonna della Misericordia (1470-1472), all’interno del secondo altare della navata destra, nella quale ritrasse i suoi committenti inginocchiati sotto il manto della Madonna.




Sempre del Ghirlandaio ricordiamo il grande affresco dell'Ultima Cena (400x810 cm) databile al 1480 che si trova nel refettorio posto fra i due chiostri del convento di Ognissanti.







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